di Books Maker
12 min di lettura

Come scrivere una storia coinvolgente

Scopri i segreti per creare una storia che catturi i lettori dall'inizio alla fine, con tecniche narrative, sviluppo dei personaggi e strutture vincenti.

Come scrivere una storia coinvolgente

Resta aggiornato con la nostra newsletter

Ricevi suggerimenti esclusivi, risorse e aggiornamenti per trasformare le tue idee in libri bestseller.

Iscriviti alla Newsletter

Era una notte tempestosa quando Anna si sedette alla sua scrivania, con solo una tazza di tè fumante e un foglio bianco davanti a sé. Aveva sempre sognato di scrivere una storia, quella storia che da anni le danzava nella mente come un'ombra sfuggente. Ma ogni volta che la penna toccava la carta, le parole sembravano scivolare via, lasciandola con un senso di frustrazione e vuoto. Quella notte però, qualcosa era diverso. Aveva finalmente capito che scrivere una storia non era solo questione di talento innato, ma di metodo, tecnica e, soprattutto, coraggio di iniziare.

Come Anna, molti aspiranti scrittori si trovano davanti allo stesso dilemma: come scrivere una storia che non solo sia interessante, ma che riesca davvero a catturare l'attenzione del lettore e trasportarlo in un mondo diverso? La buona notizia è che la scrittura narrativa, pur essendo un'arte, segue principi e strutture che possono essere appresi e perfezionati.

In questa guida completa scoprirai tutto ciò che ti serve sapere per creare una storia memorabile: dalla generazione dell'idea iniziale alla costruzione di personaggi indimenticabili, dalla struttura della trama alle tecniche per mantenere alta la tensione narrativa. Che tu voglia scrivere un romanzo, un racconto breve o semplicemente migliorare le tue capacità narrative, qui troverai gli strumenti pratici e i consigli degli esperti per trasformare le tue idee in storie che lasciano il segno.

Indice

L'idea: il seme della tua storia

Ogni grande storia inizia con un'idea. Ma non serve aspettare l'ispirazione divina: le idee per una storia sono ovunque, basta sapere dove cercarle e come coltivarle. L'idea iniziale può nascere da un'esperienza personale, da una notizia letta sul giornale, da un "e se...?" che ti passa per la mente mentre sei sotto la doccia, o semplicemente dall'osservazione delle persone intorno a te.

La chiave non è tanto avere un'idea perfetta fin dall'inizio, quanto essere curiosi e aperti. Quando ti viene in mente qualcosa di interessante, annotala immediatamente. Tieni sempre con te un taccuino o usa le note del telefono: le idee sono fugaci e tendono a sparire se non le catturi sul momento. Non censurarti in questa fase, lascia che le idee fluiscano liberamente senza giudicarle troppo presto.

Una volta che hai un'idea iniziale, il passo successivo è esplorarla e svilupparla. Poniti domande come: "Cosa succederebbe se...?", "Perché questo è importante?", "Chi sarebbe interessato da questa situazione?". Questo processo di interrogazione ti aiuterà a capire se l'idea ha abbastanza sostanza per diventare una storia completa o se è meglio combinarla con altri elementi. Ricorda che anche l'idea più semplice può trasformarsi in una narrazione ricca e complessa se la esplori con profondità.

Un esercizio utile è la tecnica del "mind mapping" o mappa mentale: scrivi l'idea centrale al centro di un foglio e poi crea delle ramificazioni con tutti i concetti, personaggi, luoghi e situazioni che ti vengono in mente. Questo metodo visivo ti permette di vedere connessioni che altrimenti potresti perdere e di espandere la tua idea in direzioni inaspettate.

I personaggi: dare vita ai protagonisti

I personaggi sono il cuore di ogni storia. Anche la trama più avvincente fallirà se i lettori non si identificano o non si interessano ai tuoi personaggi. Creare personaggi credibili e tridimensionali è fondamentale per coinvolgere emotivamente il pubblico e rendere la tua storia memorabile.

Inizia con il protagonista: chi è questa persona? Non limitarti alle caratteristiche fisiche, scava più a fondo. Quali sono i suoi desideri più profondi? Cosa teme più di ogni altra cosa? Qual è stata l'esperienza che l'ha resa quella che è oggi? Un personaggio ben costruito ha obiettivi chiari, motivazioni comprensibili e vulnerabilità che lo rendono umano e autentico.

La tecnica della "scheda personaggio" può essere molto utile: crea un profilo dettagliato per ogni personaggio principale includendo non solo aspetto fisico ed età, ma anche background familiare, educazione, hobby, paure, sogni, modi di dire abituali, e persino le piccole stranezze che lo rendono unico. Molti di questi dettagli potrebbero non apparire mai nella storia finale, ma conoscerli ti aiuterà a scrivere il personaggio in modo coerente e autentico.

Ricorda il principio "show, don't tell": invece di dire che un personaggio è coraggioso, mostralo mentre compie un atto di coraggio. I lettori devono scoprire chi sono i tuoi personaggi attraverso le loro azioni, dialoghi e scelte, non attraverso lunghe descrizioni. Inoltre, dai ai tuoi personaggi dei difetti: i personaggi perfetti sono noiosi e irrealistici. Le imperfezioni, i dubbi e gli errori rendono i personaggi relazionabili e interessanti.

Non dimenticare i personaggi secondari e gli antagonisti. Un cattivo ben scritto non è semplicemente malvagio per il gusto di esserlo: ha le sue motivazioni, la sua prospettiva, e in un certo senso è l'eroe della propria storia. Anche i personaggi di contorno dovrebbero avere una loro personalità e funzione nella narrazione, non essere semplici comparse.

La struttura narrativa: l'ossatura della storia

Ogni storia ha bisogno di una struttura solida su cui costruire. La struttura narrativa è come lo scheletro che sostiene tutto il resto: può non essere visibile al lettore, ma senza di essa la storia collasserebbe. Comprendere e applicare le strutture narrative classiche ti darà una base solida da cui partire, anche se poi deciderai di sperimentare e innovare.

La struttura in tre atti è quella più diffusa e testata nel tempo. Il primo atto (circa il 25% della storia) introduce il mondo ordinario del protagonista, presenta i personaggi principali e stabilisce la situazione iniziale. Poi arriva l'evento scatenante, un momento cruciale che rompe l'equilibrio e spinge il protagonista verso l'avventura o il conflitto principale.

Il secondo atto (circa il 50% della storia) è dove il protagonista affronta ostacoli crescenti nel tentativo di raggiungere il suo obiettivo. Questa è la parte centrale dove si sviluppano i sottointreccio, si approfondiscono i personaggi e la tensione aumenta progressivamente. Nel mezzo di questo atto c'è spesso il "punto di mezzo", un momento di svolta importante che cambia la direzione della storia.

Il terzo atto (il restante 25%) porta alla risoluzione del conflitto principale. Qui troviamo il climax, il momento di massima tensione dove tutto ciò che è stato costruito nelle pagine precedenti raggiunge il suo apice. Dopo il climax c'è la risoluzione, dove si chiudono i fili narrativi e si mostra il nuovo equilibrio raggiunto dal protagonista.

Oltre alla struttura in tre atti, esistono altri modelli utili come il "Viaggio dell'Eroe" di Joseph Campbell, particolarmente efficace per storie di crescita personale e avventura. Qualunque struttura tu scelga, ricorda che non è una gabbia rigida ma una guida flessibile: sentiti libero di adattarla alle esigenze specifiche della tua storia.

La trama: il cuore pulsante della narrazione

La trama è la sequenza di eventi che compongono la tua storia, la catena di causa ed effetto che porta dal punto iniziale a quello finale. Una trama ben costruita mantiene il lettore incollato alle pagine, sempre desideroso di scoprire cosa succederà dopo. Ma come scrivere una storia con una trama che funzioni davvero?

Innanzitutto, ogni scena deve avere uno scopo. Chiediti sempre: questa scena fa avanzare la trama, sviluppa un personaggio o rivela informazioni importanti? Se la risposta è no, probabilmente quella scena non serve. Ogni elemento della tua narrazione dovrebbe contribuire al tutto organico della storia, niente dovrebbe essere lì solo per riempimento.

Il principio della "progressione drammatica" è fondamentale: la storia deve muoversi sempre in avanti, con una crescita costante della tensione e della posta in gioco. Se il protagonista supera troppo facilmente gli ostacoli, la storia perde interesse. Ogni vittoria dovrebbe costare qualcosa, e ogni sconfitta dovrebbe insegnare qualcosa che porterà alla crescita del personaggio.

Un trucco efficace è quello del "sì, ma..." o del "no, e inoltre...". Quando il protagonista tenta di raggiungere un obiettivo, evita risoluzioni troppo semplici. Invece di un semplice "sì, ci riesce", usa "sì, ci riesce, ma ora ha un problema ancora più grande". Oppure, invece di un piatto "no, fallisce", prova con "no, fallisce, e inoltre ora la situazione è peggiorata". Questo crea una spirale di complicazioni crescenti che mantiene alta l'attenzione.

I colpi di scena e le rivelazioni sono ottimi strumenti per mantenere vivo l'interesse, ma devono essere preparati con cura. Un buon colpo di scena è allo stesso tempo sorprendente e inevitabile: quando il lettore lo scopre, dovrebbe pensare "Non me lo aspettavo!" e allo stesso tempo "Ora che ci penso, tutti gli indizi c'erano!". Dissemina piccoli indizi lungo la narrazione senza renderli troppo ovvi.

L'ambientazione: creare mondi credibili

L'ambientazione è molto più di un semplice sfondo: è un elemento vivo della narrazione che influenza i personaggi, la trama e l'atmosfera complessiva della storia. Che tu stia scrivendo una storia ambientata nel mondo reale contemporaneo, in un'epoca storica passata o in un universo fantasy completamente inventato, l'ambientazione deve essere ricca di dettagli e coerente.

Per creare una storia con un'ambientazione convincente, inizia con una ricerca approfondita. Se la tua storia è ambientata in un luogo o periodo storico reale, studia quel contesto con attenzione: architettura, abbigliamento, tecnologia disponibile, norme sociali, linguaggio. Anche i piccoli dettagli possono fare la differenza tra un'ambientazione che sembra autentica e una che suona falsa.

Se invece stai creando un mondo immaginario, prenditi il tempo per svilupparlo con logica interna coerente. Come funziona la magia nel tuo universo fantasy? Quali sono le leggi fisiche del tuo mondo fantascientifico? Quali tradizioni culturali caratterizzano la tua società inventata? Il world-building è un processo creativo affascinante, ma attenzione a non cadere nella trappola dell'esposizione eccessiva: non scaricare sul lettore pagine e pagine di spiegazioni sul funzionamento del tuo mondo. Rivela le informazioni gradualmente, integrate naturalmente nella narrazione.

Usa i sensi per rendere viva l'ambientazione. Non limitarti a descrivere ciò che si vede: cosa si sente nell'aria? Quali suoni riempiono le strade? Che sapore ha il cibo locale? Come ci si sente camminando su quel terreno? I dettagli sensoriali immergono il lettore nell'ambiente e rendono l'esperienza di lettura molto più vivida.

L'ambientazione dovrebbe anche riflettere e amplificare i temi della tua storia. Un racconto oscuro e distopico beneficerà di un'ambientazione grigia e decadente, mentre una storia di speranza e rinascita potrebbe svolgersi in luoghi dove la natura riprende il sopravvento. L'ambiente non è neutro: usa il tempo atmosferico, i luoghi e gli oggetti per creare simbolismo e rafforzare il tono emotivo della narrazione.

Il punto di vista narrativo: scegliere la prospettiva giusta

Il punto di vista narrativo, o POV (Point of View), determina attraverso quali occhi il lettore vive la storia. È una delle decisioni più importanti che prenderai come scrittore, perché influenza profondamente il modo in cui la storia viene percepita ed esperita.

La prima persona ("Io andai verso la porta") crea intimità immediata con il protagonista. Il lettore vive tutto attraverso i pensieri, le emozioni e le percezioni di quel personaggio. È perfetta per storie dove la voce del narratore è distintiva e importante, e funziona bene per misteri, memoir o narrazioni dove la prospettiva soggettiva è centrale. Lo svantaggio è che sei limitato a ciò che il protagonista sa e vive: non puoi mostrare scene dove non è presente.

La terza persona limitata ("Lei andò verso la porta") segue un personaggio alla volta, mostrando i suoi pensieri ed emozioni, ma usando pronomi di terza persona. Offre un buon equilibrio tra intimità e flessibilità: puoi cambiare POV tra capitoli diversi per seguire personaggi differenti, dando al lettore una visione più ampia della storia. È probabilmente il POV più utilizzato nella narrativa contemporanea.

La terza persona omnisciente sa tutto di tutti i personaggi e può entrare in qualsiasi mente in qualsiasi momento. Il narratore ha una prospettiva divina, può commentare gli eventi e rivelare informazioni che nessun personaggio conosce. Questo POV era molto comune nei classici ma è meno popolare oggi, perché può creare distanza emotiva se non gestito con maestria.

La seconda persona ("Tu vai verso la porta") è rara e sperimentale, ma può creare un effetto di forte coinvolgimento, quasi come se il lettore stesso fosse il protagonista. È difficile da sostenere per un'intera narrazione ma può funzionare per racconti brevi o sezioni particolari.

Qualunque POV tu scelga, mantieni coerenza. Cambiamenti improvvisi e non giustificati di punto di vista (il cosiddetto "head-hopping") confondono il lettore e rompono l'immersione nella storia. Se decidi di usare POV multipli, stabilisci una struttura chiara: per esempio, un personaggio per capitolo, con chiari segnali di transizione.

Dialoghi efficaci: far parlare i personaggi

I dialoghi sono uno degli strumenti più potenti a disposizione di uno scrittore. Dialoghi ben scritti rivelano la personalità dei personaggi, fanno avanzare la trama, creano conflitto e spezzano la monotonia delle descrizioni narrative. Ma scrivere dialoghi che suonino naturali e al tempo stesso servano uno scopo narrativo richiede pratica e attenzione.

Innanzitutto, ascolta come parlano le persone nella vita reale. Ovviamente non devi riprodurre fedelmente tutte le esitazioni, i riempitivi e le ripetizioni del parlato quotidiano (che renderebbero la lettura insopportabile), ma devi catturarne il ritmo e l'autenticità. Ogni personaggio dovrebbe avere una voce distinta: un professore universitario non parlerà come un adolescente di strada, e questa differenza dovrebbe emergere non solo dal contenuto ma anche dal modo di esprimersi.

Evita i dialoghi "sul naso", dove i personaggi dicono esattamente ciò che pensano in modo esplicito solo per informare il lettore. Le persone nella vita reale mentono, evitano argomenti scomodi, usano il sarcasmo e l'ironia, hanno sottotesti. I dialoghi più interessanti sono quelli dove ciò che non viene detto è importante quanto ciò che viene detto esplicitamente.

Usa i dialoghi per creare conflitto. Anche conversazioni apparentemente banali possono avere tensione sottostante se i personaggi hanno obiettivi diversi o informazioni che l'altro non possiede. Il conflitto non deve essere necessariamente un litigio: può essere una differenza di opinioni, un tentativo di persuasione, o semplicemente due persone che parlano di due cose diverse pensando di parlare della stessa.

Attenzione all'uso dei verbi dichiarativi (disse, rispose, esclamò). Nella maggior parte dei casi, il semplice "disse" è la scelta migliore perché diventa invisibile e non distrae il lettore. Evita verbi troppo creativi o avverbi eccessivi ("grugnì maliziosamente", "biascicò con rabbia"): lascia che sia il contenuto e il contesto del dialogo a trasmettere l'emozione. E non aver paura di eliminare completamente il verbo dichiarativo quando è chiaro chi sta parlando.

Il conflitto: motore della narrazione

Senza conflitto non c'è storia. Il conflitto è ciò che crea tensione, mantiene l'interesse del lettore e spinge i personaggi a crescere e cambiare. Comprendere i diversi tipi di conflitto e come utilizzarli efficacemente è essenziale per scrivere una storia che funzioni.

Il conflitto esterno è quello più ovvio: il protagonista contro un antagonista, contro la natura, contro la società, contro forze soprannaturali. È il tipo di conflitto più visibile e d'azione: battaglie, inseguimenti, lotte per la sopravvivenza. Funziona bene per creare tensione immediata e scene dinamiche, ma da solo può risultare superficiale se non è accompagnato da profondità emotiva.

Il conflitto interno avviene nella mente e nel cuore del protagonista. È la lotta tra ciò che vuole e ciò di cui ha bisogno, tra desideri contrastanti, tra paura e coraggio. Questo tipo di conflitto aggiunge complessità psicologica alla narrazione e permette una crescita autentica del personaggio. Le storie più memorabili di solito combinano conflitto esterno e interno in modo che si rispecchino e si amplifichino a vicenda.

Un terzo tipo è il conflitto interpersonale, che avviene tra personaggi con obiettivi, valori o personalità incompatibili. Questi conflitti creano dinamiche interessanti e permettono di esplorare diverse prospettive sullo stesso tema. Non tutti i personaggi devono andare d'accordo: le tensioni e i disaccordi rendono le relazioni più realistiche e la storia più ricca.

La chiave è alzare costantemente la posta in gioco. All'inizio della storia, il protagonista ha qualcosa da perdere; man mano che la narrazione procede, quella posta dovrebbe aumentare. Cosa succederebbe se il protagonista fallisse? La risposta dovrebbe diventare progressivamente più grave e personale. E quando sembra che il protagonista abbia trovato una soluzione, introducete una complicazione che rende tutto più difficile.

Revisione e editing: perfezionare la tua storia

La prima bozza è solo l'inizio. Hemingway diceva che "la prima bozza di qualsiasi cosa è sempre merda", e aveva ragione. La magia della scrittura avviene nella revisione, dove trasformi il materiale grezzo in una storia rifinita e lucida. Molti scrittori novizi sottovalutano l'importanza di questa fase, ma è qui che le storie mediocri diventano eccellenti.

Quando finisci la prima bozza, resisti alla tentazione di rileggerla immediatamente. Prenditi una pausa di almeno qualche settimana se possibile, in modo da poter tornare al testo con occhi freschi e una prospettiva più obiettiva. Quando rileggi, fallo prima senza prendere appunti, semplicemente per avere un senso d'insieme della storia. Ci sono parti che ti annoiano? Momenti dove ti sei confuso? Personaggi che non ti convincono? Annotati le prime impressioni.

Poi procedi con letture mirate, concentrandoti ogni volta su aspetti diversi. Una lettura per la trama: ci sono buchi logici? La progressione ha senso? Un'altra per i personaggi: sono coerenti? Le loro motivazioni sono chiare? Una terza per i dialoghi, una per il ritmo, una per lo stile. È più facile migliorare un testo quando ti concentri su un elemento alla volta invece di cercare di sistemare tutto insieme.

Elimina spietatamente tutto ciò che non serve. Quella scena che ti piace tanto ma che non aggiunge niente alla storia? Tagliala. Quel paragrafo descrittivo magnifico ma che rallenta il ritmo proprio nel momento sbagliato? Riducilo o spostalo. L'editing è l'arte di uccidere i propri tesori (kill your darlings) in favore della storia nel suo insieme. Ogni frase, ogni parola dovrebbe guadagnarsi il suo posto sulla pagina.

Leggi la tua storia ad alta voce: è un trucco incredibilmente efficace per individuare dialoghi innaturali, frasi contorte e problemi di ritmo. Se inciampi leggendo, probabilmente c'è un problema che va sistemato. Considera anche di far leggere il testo a beta readers fidati che possano darti un feedback onesto: a volte problemi evidenti per un lettore esterno sono invisibili all'autore troppo vicino al proprio lavoro.

Come l'AI può accelerare il processo creativo

Nell'era digitale, la tecnologia sta rivoluzionando anche il mondo della scrittura creativa. L'intelligenza artificiale non sostituisce la creatività umana, ma può diventare un potente alleato per accelerare e arricchire il processo di creazione narrativa, superando blocchi creativi e ottimizzando fasi che altrimenti richiederebbero molto più tempo.

Quando ci si blocca nella generazione di idee, l'AI può fungere da partner di brainstorming inesauribile. Puoi descrivere il tipo di storia che vuoi scrivere e ricevere suggerimenti per potenziali sviluppi della trama, complicazioni interessanti, o caratteristiche dei personaggi che non avresti considerato. Non si tratta di copiare meccanicamente questi suggerimenti, ma di usarli come trampolino per stimolare la tua immaginazione e vedere il tuo progetto da angolazioni diverse.

Lo sviluppo di personaggi complessi richiede tempo e attenzione ai dettagli. L'AI può aiutarti a creare profili dettagliati, suggerire background credibili, elaborare relazioni tra personaggi e persino generare dialoghi di esempio che catturano diverse voci e personalità. Questo ti permette di esplorare rapidamente diverse versioni di un personaggio finché non trovi quella giusta, risparmiando ore di lavoro preliminare.

La struttura narrativa e l'organizzazione della trama possono beneficiare enormemente dell'assistenza dell'AI. Puoi ricevere aiuto nell'identificare punti deboli nella progressione narrativa, nel bilanciare i vari archi dei personaggi, o nel trovare il ritmo giusto tra scene d'azione e momenti riflessivi. L'AI può anche suggerire dove inserire colpi di scena efficaci o come costruire tensione in modo graduale verso il climax.

Con Books Maker, questo processo diventa ancora più fluido e personalizzato. La piattaforma ti permette di creare la storia che desideri, definendo esattamente lo stile narrativo che preferisci, i personaggi che immagini e l'atmosfera che vuoi trasmettere. Puoi lavorare al tuo ritmo, dedicando il tempo che vuoi a ogni fase del processo creativo, dalla concezione iniziale alla revisione finale.

L'intelligenza artificiale diventa il tuo assistente personale nella scrittura, capace di adattarsi alle tue esigenze specifiche e di evolvere con te man mano che la tua storia prende forma. Che tu voglia scrivere un romanzo epico in mesi di lavoro meticoloso o completare un racconto avvincente in poche ore di sessioni intensive, gli strumenti di AI possono scalare per adattarsi al tuo flusso di lavoro. Il risultato è sempre una storia autenticamente tua, dove la tecnologia ha semplicemente amplificato la tua voce creativa invece di sostituirla.

Domande frequenti

Quanto deve essere lunga una storia?

La lunghezza dipende dal tipo di narrazione che vuoi scrivere. Un racconto breve può essere di 1.000-7.500 parole, un racconto lungo 7.500-20.000 parole, una novella 20.000-50.000 parole, e un romanzo tipicamente supera le 50.000 parole. Non esiste una lunghezza "giusta" in assoluto: la storia dovrebbe essere lunga quanto necessario per raccontarla bene, né di più né di meno.

Devo pianificare tutta la storia prima di iniziare a scrivere?

Dipende dal tuo stile di scrittura. Alcuni scrittori (i "plotter") pianificano ogni dettaglio prima di iniziare, creando scalette dettagliate e mappe dei personaggi. Altri (i "pantser") preferiscono scoprire la storia mentre la scrivono, lasciandosi guidare dall'ispirazione del momento. Molti si trovano nel mezzo, con un'idea generale della direzione ma flessibilità nei dettagli. Prova entrambi gli approcci e scopri cosa funziona meglio per te.

Come supero il blocco dello scrittore?

Il blocco dello scrittore può avere molte cause: perfezionismo, paura di fallire, stanchezza creativa, problemi nella trama. Alcune strategie utili includono: stabilire una routine di scrittura quotidiana, scrivere liberamente senza auto-censura, saltare le parti difficili e tornaci dopo, cambiare ambiente di scrittura, leggere opere di altri autori per ispirazione, o semplicemente prendersi una pausa. Ricorda che scrivere male è meglio che non scrivere affatto: puoi sempre migliorare una brutta bozza, ma non puoi migliorare una pagina bianca.

È necessario seguire le regole tradizionali della narrativa?

Le regole della narrativa esistono perché generalmente funzionano: sono pattern che risuonano con i lettori e creano storie soddisfacenti. Detto questo, molte opere innovative e di successo hanno infranto le regole in modo creativo. La chiave è conoscere le regole prima di decidere di infrangerle. Quando violi una convenzione, fallo con consapevolezza e per un buon motivo narrativo, non per ignoranza o pigrizia.

Quanto tempo ci vuole per scrivere un libro?

Il tempo varia enormemente da scrittore a scrittore e da progetto a progetto. Alcuni autori completano una prima bozza in poche settimane durante eventi come il NaNoWriMo, altri impiegano anni. In media, scrivere e revisionare un romanzo può richiedere da sei mesi a diversi anni. Non confrontare il tuo ritmo con quello degli altri: l'importante è progredire costantemente, anche se lentamente.

Devo scrivere tutti i giorni?

Scrivere regolarmente aiuta a mantenere la connessione con la storia e i personaggi, e costruisce la disciplina necessaria per completare progetti lunghi. Molti scrittori professionisti raccomandano una pratica quotidiana. Tuttavia, "scrivere ogni giorno" può significare cose diverse: dedicare ore alla bozza, fare ricerche, pianificare scene, o anche solo riflettere sulla storia. Trova una routine sostenibile per te, che sia quotidiana o settimanale, e mantienila con costanza.


Su Books Maker: Il nostro team è composto da professionisti nel campo dell'AI. Insieme a esperti scrittori ed autori abbiamo creato booksmaker.ai per aiutare i nostri utenti a realizzare i loro sogni editoriali, sfruttando le potenzialità degli strumenti di Intelligenza Artificiale per ogni fase del processo, dall'idea alla creazione del libro.


Articoli correlati

Condividi questo articolo

Inizia a creare il tuo libro con l'AI

Unisciti a migliaia di autori che stanno già usando Booksmaker.ai per trasformare le loro idee in libri pubblicati.

Inizia gratuitamente